Dr. Emanuele Conte
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L'ESAME DELLA RETINA CONSENTE UNA ASSOCIAZIONE TRA DIABETE E ALZHEIMER

In uno studio effettuato da scienziati dell'Universita' di Medicina e
Odontoiatria del New Jersey (UMDNJ), in collaborazione con la Northwestern
University dell'Illinois, alcuni ricercatori hanno evidenziato una associazione
tra diabete e la comparsa del morbo di Alzheimer analizzando, con uno specifico
test, la retina, considerata dagli stessi autori, un'estensione del cervello e
piu' accessibile per esami diagnostici. In base a questa analisi, gli studiosi
avrebbero trovato aumenti sostanziali di amiloide beta peptide - caratteristica
della malattia di Alzheimer - nella corteccia cerebrale e nell'ippocampo, in
concomitanza con il diabete. Inoltre, avrebbero osservato anche una
significativa patologia beta-amiloide nella retina stessa. Per contrasto, in
assenza di diabete non era rilevata nessuna patologia nel cervello o nella
retina. "I nostri risultati indicano che è possibile seguire l'insorgenza e la
progressione dell'Alzheimer attraverso l'esame della retina, che potrebbe
segnalare precocemente la malattia" ha dichiarato Peter Frederikse, coautore
della ricerca. per approfondimenti: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/22785400

NUOVE POSSIBILITA' DI CURA PER LA TRAZIONE VITREOMACULARE

Basilea Alcon, divisione Novartis, azienda farmaceutica specializzata nel settore della cura dell'occhio, ha annunciato che il Comitato per i farmaci per uso umano dell'Agenzia europea per i medicinali ha espresso parere positivo sull'impiego di ocriplasmina nel trattamento della trazione vitreomaculare (VMT) anche quando associata a fori maculari di diametro pari o inferiore a 400 micron. La VMT è una condizione progressiva legata all'età che, se non trattata, può causare distorsione delle immagini, riduzione dell'acuità visiva e perdita della visione centrale. La separazione del vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie la parte posteriore dell'occhio, dalla macula (la parte sensibile alla luce situata nella parte posteriore del bulbo oculare e responsabile della visione centrale), avviene naturalmente nel corso del processo d'invecchiamento ed è comune tra le persone che hanno superato i 50 anni. Se il distacco non è completo, il vitreo può esercitare una tensione meccanica (trazione) sulla macula. Questa trazione può persino giungere a lacerare la retina causando un foro maculare.

 

Fonte : Sanitànews

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